Categoria: Consulenza

  • Appropriatezza e adeguatezza: perché conoscere un prodotto non significa che sia adatto

    Appropriatezza e adeguatezza: perché conoscere un prodotto non significa che sia adatto

     

    Nel questionario MiFID ci sono domande che possono sembrare ripetitive, ma non lo sono. Alcune servono a capire se il cliente comprende un determinato strumento finanziario; altre servono a valutare se quello strumento sia coerente con la sua situazione, i suoi obiettivi e il rischio che può sostenere.

     

    La differenza tra appropriatezza e adeguatezza nasce proprio da qui.

     

    Appropriatezza: capire cosa si sta facendo

     

    L’appropriatezza riguarda soprattutto conoscenza ed esperienza. In altre parole: il cliente ha gli strumenti per comprendere il prodotto o il servizio di investimento che sta valutando?

     

    Non basta aver sentito parlare di azioni, obbligazioni, fondi o derivati. Bisogna capire, almeno nei tratti essenziali, come funzionano, quali rischi comportano, in quali condizioni possono perdere valore e quanto possono essere complessi da gestire.

     

    Questa valutazione serve a evitare che una persona utilizzi strumenti che non comprende davvero. Non è un giudizio sul cliente: è una protezione del processo decisionale.

     

    Adeguatezza: capire se è coerente

     

    L’adeguatezza è una valutazione più ampia. Non si limita a chiedere se il cliente conosce un prodotto, ma verifica se quel prodotto o quella strategia siano coerenti con il suo profilo complessivo.

     

    Entrano quindi in gioco obiettivi di investimento, orizzonte temporale, situazione finanziaria, capacità di sostenere perdite e tolleranza al rischio. Un prodotto può essere appropriato perché il cliente lo comprende, ma non adeguato perché troppo rischioso, troppo illiquido o incoerente con i suoi obiettivi.

     

    Questa distinzione è fondamentale: capire uno strumento non significa automaticamente che quello strumento sia adatto.

     

    Perché le domande vengono prima dei prodotti

     

    Una consulenza ordinata non dovrebbe partire dal prodotto, ma dalla raccolta delle informazioni necessarie per valutare il cliente in modo corretto. Le domande su esperienza, conoscenze, patrimonio, reddito, obiettivi e rischio non servono a complicare la relazione: servono a evitare scelte costruite su informazioni incomplete.

     

    Prima si valuta il cliente, poi si valuta il prodotto

     

    La domanda giusta

     

    Per un investitore, la domanda utile non è solo “conosco questo investimento?”, ma “questo investimento è coerente con ciò che posso sostenere, con il tempo che ho davanti e con l’obiettivo che voglio raggiungere?”. Appropriatezza e adeguatezza servono proprio a trasformare questa domanda in un metodo.

     

    FAQ

     

    Che cos’è l’appropriatezza nella MiFID?
    L’appropriatezza valuta se il cliente possiede conoscenza ed esperienza sufficienti per comprendere un prodotto o servizio di investimento.

     

    Che cos’è l’adeguatezza nella MiFID?
    L’adeguatezza valuta se un investimento o una strategia sono coerenti con conoscenza, esperienza, situazione finanziaria, capacità di sostenere perdite, obiettivi e tolleranza al rischio del cliente.

     

    Appropriatezza e adeguatezza sono la stessa cosa?
    No. L’appropriatezza riguarda soprattutto la comprensione dello strumento. L’adeguatezza riguarda la coerenza complessiva dello strumento con il profilo del cliente.

     

    Un prodotto appropriato è sempre adeguato?
    No. Un cliente può comprendere uno strumento, ma quello strumento può comunque non essere adatto al suo patrimonio, al suo orizzonte temporale o alla sua capacità di sopportare perdite.

     

    Perché il consulente finanziario fa domande prima di proporre investimenti?
    Perché senza informazioni su conoscenze, esperienza, obiettivi, situazione finanziaria e rischio sostenibile non è possibile valutare correttamente la coerenza di una scelta di investimento.

     

    In questo articolo introduco la direttiva MIFID, fonte dell’appropriatezza ed adeguatezza:

    Perché ti faccio domande prima di parlare di investimenti: il questionario MiFID

     

    Fonti e riferimenti

     

    European Union (2014) Directive 2014/65/EU of the European Parliament and of the Council on markets in financial instruments. Disponibile all’indirizzo: https://eur-lex.europa.eu/legal-content/EN/TXT/?uri=CELEX%3A32014L0065 (Consultato il: 16 maggio 2026).

     

    European Securities and Markets Authority (s.d.) Article 25: Assessment of suitability and appropriateness and reporting to clients. Disponibile all’indirizzo: https://www.esma.europa.eu/publications-and-data/interactive-single-rulebook/mifid-ii/article-25-assessment-suitability-and (Consultato il: 16 maggio 2026).

     

    European Securities and Markets Authority (2023) Orientamenti su alcuni aspetti dei requisiti di adeguatezza della MiFID II. Disponibile all’indirizzo: https://www.esma.europa.eu/sites/default/files/2023-04/ESMA35-43-3172_Guidelines_on_certain_aspects_of_the_MiFID_II_suitability_requirements_IT.pdf (Consultato il: 16 maggio 2026).

     

    CONSOB (s.d.) Profilatura e valutazione di adeguatezza. Disponibile all’indirizzo: https://www.consob.it/web/investor-education/profilatura-e-valutazione-di-adeguatezza (Consultato il: 16 maggio 2026).

     

  • Perché ti faccio domande prima di parlare di investimenti: il questionario MiFID

    Perché ti faccio domande prima di parlare di investimenti: il questionario MiFID

     

    Prima di parlare di strumenti finanziari, rendimenti o mercati, c’è una fase che molti clienti percepiscono come burocratica: le domande. In realtà, il questionario MiFID non nasce per complicare il rapporto, ma per evitare che una soluzione venga proposta senza aver prima compreso chi ha davanti il consulente.

     

    La MiFID è la direttiva europea che disciplina i mercati degli strumenti finanziari e introduce regole comuni per intermediari, servizi di investimento e tutela degli investitori.

     

    La normativa richiede di raccogliere informazioni sul cliente per valutare se un servizio o uno strumento sia coerente con il suo profilo. Questo significa conoscere esperienza, competenze finanziarie, situazione economica, obiettivi, orizzonte temporale, capacità di sostenere perdite e tolleranza al rischio.

     

    Appropriatezza e adeguatezza

     

    L’appropriatezza riguarda la coerenza tra prodotto o servizio e conoscenza ed esperienza del cliente. In altre parole: il cliente ha gli strumenti per comprendere ciò che sta facendo?

     

    L’adeguatezza è una valutazione più ampia. Quando si presta consulenza in materia di investimenti, non basta sapere se il cliente comprende uno strumento; bisogna capire anche se quello strumento è coerente con situazione finanziaria, capacità di sostenere perdite, obiettivi e propensione al rischio.

     

    Questa distinzione è fondamentale, perché un prodotto può essere comprensibile per un cliente ma non necessariamente adatto al suo patrimonio, ai suoi tempi o ai suoi obiettivi.

     

    Le domande proteggono il processo

     

    Quali informazioni raccoglie il questionario MiFID?

     

    Il questionario MiFID può raccogliere informazioni su:

     

    – conoscenza ed esperienza finanziaria;

    – situazione patrimoniale e reddituale;

    – obiettivi di investimento;

    – orizzonte temporale;

    – capacità di sostenere perdite;

    – tolleranza al rischio;

    – eventuali esigenze, vincoli o preferenze personali.

     

    Queste informazioni servono a evitare che l’investimento venga valutato in modo isolato, senza considerare la situazione complessiva della persona. 

     

    Le domande su reddito, spese, patrimonio, risparmio disponibile e impegni futuri non servono a invadere la sfera personale. Servono a evitare che l’investimento venga isolato dal resto della vita finanziaria.

     

    Un portafoglio non dovrebbe nascere da una lista di prodotti, ma da un quadro ordinato: cosa il cliente conosce, cosa può permettersi di rischiare, cosa vuole ottenere e quanto tempo ha davanti.

     

    Prima del prodotto viene il profilo

     

    La domanda giusta

     

    Nel mio lavoro parto spesso da qui: non dal prodotto da proporre, ma dalle informazioni necessarie per capire se una scelta è appropriata, adeguata e sostenibile. Prima di chiedersi “dove investire?”, conviene chiedersi se il quadro del cliente è stato davvero compreso.

     

    FAQ

     

    Cosa succede se il questionario MiFID non è aggiornato?

    Se il profilo non è aggiornato, le valutazioni su adeguatezza e rischio possono non rappresentare più la situazione reale del cliente. Per questo andrebbe rivisto quando cambiano patrimonio, reddito, obiettivi, orizzonte temporale o tolleranza al rischio. 

     

    Cos’è il questionario MiFID?
    Il questionario MiFID è uno strumento usato dagli intermediari per raccogliere informazioni su conoscenza, esperienza, situazione finanziaria, obiettivi e tolleranza al rischio del cliente.

     

    Che differenza c’è tra appropriatezza e adeguatezza?
    L’appropriatezza riguarda soprattutto conoscenza ed esperienza del cliente rispetto a prodotto o servizio. L’adeguatezza considera anche situazione finanziaria, capacità di sostenere perdite, obiettivi e tolleranza al rischio.

     

    Perché il consulente finanziario fa tante domande?
    Perché senza informazioni complete e aggiornate non è possibile valutare correttamente se una scelta di investimento sia coerente con il profilo reale del cliente.

     

    La MiFID serve solo alla banca o anche al cliente?
    Serve anche al cliente, perché punta a evitare decisioni non coerenti con conoscenze, rischio sostenibile, obiettivi e situazione finanziaria.

     

    Il profilo MiFID resta valido per sempre?
    No. Il profilo andrebbe aggiornato quando cambiano situazione finanziaria, obiettivi, conoscenze, esperienza, orizzonte temporale o capacità di sostenere perdite.

     

    Se vuoi parlare di investimenti, il primo passo non è scegliere subito uno strumento, ma costruire un quadro chiaro della tua situazione. Solo così le scelte possono essere coerenti con obiettivi, rischio e orizzonte temporale. 

     

    In questo articolo parlo del diverso regime commissionale nella consulenza in Fineco: 

    Quanto costa davvero la consulenza finanziaria? Fee-only e fee-on-top

     

     

    Fonti e riferimenti

     

    European Union (2014) Directive 2014/65/EU of the European Parliament and of the Council on markets in financial instruments. Disponibile all’indirizzo: https://eur-lex.europa.eu/legal-content/EN/TXT/?uri=CELEX%3A32014L0065 (Consultato il: 2 maggio 2026).

     

    European Securities and Markets Authority (2023) Guidelines on certain aspects of the MiFID II suitability requirements. Disponibile all’indirizzo: https://www.esma.europa.eu/sites/default/files/2023-04/ESMA35-43-3172_Guidelines_on_certain_aspects_of_the_MiFID_II_suitability_requirements.pdf (Consultato il: 2 maggio 2026).

     

    European Securities and Markets Authority (s.d.) Article 25: Assessment of suitability and appropriateness and reporting to clients. Disponibile all’indirizzo: https://www.esma.europa.eu/publications-and-data/interactive-single-rulebook/mifid-ii/article-25-assessment-suitability-and (Consultato il: 2 maggio 2026).

     

    CONSOB (s.d.) Profilatura e valutazione di adeguatezza. Disponibile all’indirizzo: https://www.consob.it/web/investor-education/profilatura-e-valutazione-di-adeguatezza (Consultato il: 2 maggio 2026).

     

  • Quanto costa davvero la consulenza finanziaria? Fee-only e fee-on-top

    Quanto costa davvero la consulenza finanziaria? Fee-only e fee-on-top

     

    Quando si parla di consulenza finanziaria, il costo non dovrebbe essere un dettaglio da scoprire alla fine. È parte del servizio, perché incide sul rendimento netto, sulla trasparenza del rapporto e sulla coerenza tra ciò che il cliente chiede e ciò che riceve.

     

    Fineco descrive Advice+ come un servizio di consulenza in materia di investimenti a pagamento, dedicato ai correntisti e sottoscrivibile tramite la rete di Personal Financial Advisor Fineco. Il servizio prevede piani finanziari personalizzati, monitoraggio del portafoglio, rendicontazione online e due modelli commissionali disponibili per ogni piano finanziario.

     

    Fee-only e fee-on-top

     

    La differenza tra fee-only e fee-on-top non va letta come una classifica tra modelli, ma come un diverso modo di rappresentare e applicare il costo della consulenza.

     

    Nel modello fee-only, il cliente paga una commissione esplicita per il servizio di consulenza. La consulenza viene quindi identificata come una componente autonoma del rapporto: non è nascosta dentro una generica esperienza di investimento, ma viene riconosciuta come servizio specifico, con un proprio costo e una propria funzione. Questo non significa ignorare i costi degli strumenti presenti nel portafoglio, che devono comunque essere sempre considerati, ma rende più chiaro quanto si paga per la consulenza in sé.

     

    Nel modello fee-on-top, la commissione di consulenza viene applicata in aggiunta ai costi propri degli strumenti utilizzati nel piano finanziario. In questo caso il cliente deve leggere il costo su due livelli: da una parte il costo della consulenza, dall’altra i costi degli strumenti selezionati.

     

    La vera distinzione, quindi, non è solo tecnica. È soprattutto di trasparenza e coerenza: il cliente deve poter capire cosa sta pagando, per quale servizio, con quale frequenza e in relazione a quale patrimonio o piano finanziario.

     

    Quali costi deve guardare davvero il cliente?

     

    Il cliente non dovrebbe guardare solo la commissione di consulenza. Il costo complessivo dipende anche dagli strumenti utilizzati, dai costi ricorrenti, da eventuali costi di ingresso o uscita, dalla frequenza del servizio, dalla reportistica e dal valore del monitoraggio ricevuto.

     

    La domanda corretta non è solo “quanto pago?”, ma “che cosa sto pagando e quale servizio ricevo in cambio?”. 

     

    Il costo va letto nel contesto

     

    Un costo non è corretto o scorretto in astratto. Va valutato rispetto a complessità del patrimonio, ampiezza del servizio, monitoraggio, reportistica, strumenti utilizzati e livello di supporto richiesto.

     

    Non conta solo quanto si paga. Conta capire cosa si paga, perchè lo si paga e in quale contesto

     

    La domanda giusta

     

    Nel mio lavoro parto spesso da qui: non dal modello commissionale da preferire in assoluto, ma da quello più coerente con le reali esigenze del cliente. Prima di chiedersi “quanto costa?”, conviene chiedersi che tipo di servizio serve davvero, quale valore operativo ci si aspetta e se il modo in cui si paga è chiaro, sostenibile e comprensibile nel tempo.

     

    FAQ

     

    Qual è la differenza tra costo della consulenza e costo degli strumenti?

    Il costo della consulenza remunera il servizio ricevuto dal cliente, come analisi, pianificazione, monitoraggio e supporto. Il costo degli strumenti riguarda invece i prodotti finanziari utilizzati nel piano, come fondi, ETF, gestioni o altri strumenti. 

     

    Cosa significa consulenza finanziaria fee-only?
    Fee-only indica un modello in cui il cliente paga una commissione esplicita per il servizio di consulenza ricevuto.

     

    Cosa significa fee-on-top?
    Fee-on-top indica un modello in cui la commissione di consulenza viene applicata in aggiunta ai costi propri degli strumenti utilizzati nel piano finanziario.

     

    Fee-only è sempre meglio di fee-on-top?
    No. Non esiste un modello commissionale migliore in assoluto. La scelta dipende da esigenze del cliente, tipo di servizio richiesto, strumenti utilizzati, patrimonio coinvolto e chiarezza del costo complessivo.

     

    Perché è importante capire il modello commissionale?
    Perché i costi incidono sul rendimento netto e aiutano il cliente a capire come viene remunerato il servizio di consulenza.

     

    Advice+ garantisce un rendimento?
    No. Fineco specifica che la consulenza prestata non comporta promessa o garanzia del conseguimento di risultati in termini di investimenti finanziari.

     

    Vuoi capire quale modello di consulenza è più coerente con il tuo patrimonio e con il tipo di supporto che cerchi? Possiamo partire da una lettura trasparente dei costi, del servizio e delle tue reali esigenze. 

     

    In questo articolo introduco la direttiva MIFID e perchè si fanno le domande al fine di profilare il cliente:

    Perché ti faccio domande prima di parlare di investimenti: il questionario MiFID

     

    Fonti e riferimenti

     

    FinecoBank (s.d.) Servizio di consulenza finanziaria Advice+. Disponibile all’indirizzo: https://it.finecobank.com/investing/consulenza-adviceplus/ (Consultato il: 2 maggio 2026).

     

    FinecoBank (2024) Consolidated First Half Financial Report as at June 30, 2024. Disponibile all’indirizzo: https://images.finecobank.com/docs/pdf/pub/corporate/investors/bilanci-e-relazioni/Consolidated-First-Half-Financial-Report-as-at-June-30-2024.pdf (Consultato il: 2 maggio 2026).

     

    FinecoBank / Fee Advisor Journal (2025) Parla Foti (Fineco): consulenza a parcella, la rivoluzione parte dai clienti. Disponibile all’indirizzo: https://images.fineco.it/pub/pdf/chi-siamo/rassegna-stampa/2025-03-20-FAJ_intervista_Foti.pdf (Consultato il: 2 maggio 2026).